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La Bretagna a Lugano
Di Alberto Galluccio, Console Generale d'Italia in Lugano.
La Bretagna a Lugano
L’Arte ha i suoi chiaroscuri, le sue parti d’ombra, i suoi contrasti. Ma non ha frontiere, tutt’al più itinerari. I suoi percorsi e i suoi incontri, i legami che annoda tra gli uomini e i loro mondi, sono a volte all’immagine di questi crocevia senza i quali la cultura non avrebbe attraversato le epoche, non si sarebbe tradotto da una lingua all’altra né trasmesso tra differenti universi di pensiero e di discorso. La nostra civiltà europea si nutre di questi cambiamenti, di queste traduzioni e di queste differenze.
Il viaggio al quale Roberto Cavalli ci invita nel “ In Bretagna con gli artisti Claudio Domenici e Fiorenzo Luperini ” illustra bene questi intrecci nella loro ricchezza, bellezza e coerenza: un editore ticinese ci introduce alle creazioni dei due artisti italiani ispirati da una regione francese, la Bretagna, che hanno visitato insieme. L’Italia e le sue tradizioni figurative incontrano la Bretagna e i suoi tesori a Lugano, dove si conclude uno di questi peripli che meritano di essere chiamati aperti. Nella fattispecie, non si tratta di un semplice andata e ritorno, ma di un incontro dove più porte si aprono le une sulle altre: quella del Mediterraneo, quella della Manica e quella delle Alpi. Occasione straordinaria di fare comunicare tre delle anime più vigorose e più rappresentative di quella comunità che è l’Europa di oggi ed ancor più di domani.
Di questa Bretagna, che è tradizionalmente un ponte tra l’Europa continentale e insulare, Claudio Domenici e Fiorenzo Luperini ci hanno restituito le marine, gli estuari, le scogliere imponenti, ma anche i castelli, i porti e le città. Le opere raccolte costituiscono un superbo mosaico dove gli sguardi dei due pittori a volte si incrociano, a volte si giustappongono, e trasfigurano i paesaggi, le loro luci, i loro colori. Testi d’autore e numerose note concernenti la storia, la cultura e il folclore bretone accompagnano le produzioni artistiche.
Della cinquantina di tappe che, da Rennes a Nantes, hanno scandito il cammino dei due pittori, evocherei, per concludere, quella di Mont Saint-Michel. Un disegno e due tavole ad olio eseguite da Claudio Domenici, così come tre tele ad olio ed un disegno di Fiorenzo Luperini le sono state dedicate. L’Abbazia al tramonto, l’entroterra e la campagna che la circonda, la terra periodicamente restituita al mare, i pascoli e le loro greggi ci rivelano altrettanti aspetti di uno “splendore” europeo che si ricorda delle sue radici e che mantiene le sue promesse: è il Mont Saint-Michel che ci ha conservato alcuni fra i manoscritti delle più antiche traduzioni greco-latine di Aristotele e le traduzioni arabo-latine di Averroè; è a Mont Saint-Michel che una terra europea è celebrata da europei di altri paesi.
Alberto Galluccio,
Ministro Plenipotenziario,
Console Generale d’Italia in Lugano
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